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PETAURO

petauroPETAURO (Petaurus breviceps)

Il petauro appartiene all'ordine dei Marsupialia; originario delle foreste australiane, il petauro viene erroneamente definito "scoiattolo volante"; raggiunge circa 24 cm di lunghezza, coda compresa. Il pelo, fitto e morbido, è di colore grigio sul dorso e bianco sul petto, delle striature nere percorrono l'animale dalla testa fino alla base della coda. Tra le zampe anteriori e le posteriori si estende una membrana (petagio) che permette al petauro di planare da un ramo all'altro. In quanto marsupiale, le femmine sono dotate di un marsupio dentro il quale viene portata a termine la maturazione dell'embrione; il marsupio si presenta come un taglio verticale a livello del ventre dell'animale. Nei maschi, invece, sono visibili i testicoli, esterni e sferici. In alcuni periodi è possibile una caratteristica perdita di pelo di forma sferica sul capo, ciò è dovuto alla presenza di una ghiandola. Il petauro può vivere fino a 15 anni.

I petauri sono animaletti docili specie se abituati alla presenza dell'uomo. In natura vivono in piccoli branchi, in cattività è bene che il numero sia limitato in quanto non è raro che arrivino ad attaccarsi tra loro. I petauri sono dotati di denti incisivi lunghi e affilati in grado di infliggere anche colpi mortali (di solito alla base del cranio). Per prevenire questo comportamento è bene possedere quindi pochi esemplari in ampi spazi, evitare d'introdurre nuovi soggetti che potrebbero non venire riconosciuti dal branco già preesistente ed evitare stress vari. I petauri sono animali notturni.

Il petauro è un animale che richiede grandi spazi. Ideale sarebbe quindi una voliera sviluppata in altezza all'interno della quale verranno posti un po' di rami, una casetta nido e le ciotole per il cibo. La presenza di rami è importante per diverse ragioni: il petauro ama saltare da un ramo all'altro, unghie e denti (a crescita continua) potranno essere regolati. La tana, va bene la casetta per gli uccellini in legno, va posta nella parte alta della gabbia, lontano da fonti di calore e da correnti. La temperatura non deve scendere sotto i 20°. Se l'animale si trovasse a vivere per qualche giorno a temperature inferiori potrebbe anche cadere in letargo.

Il petauro è un animale onnivoro. Importanti per la sua alimentazione sono la frutta (75%), le verdure e le proteine (25%). Un elemento che non può mancare è il calcio, indispensabile per la vita del petauro. Si possono somministrare quindi: larve della farina e in genere, pezzettini di tacchino crudo e uova sode. In un'altra ciotolina va posto dell'omogeneizzato di frutta mista al quale ogni tanto è possibile aggiungere un po' di miele di Eucalypto. Abbiamo detto quanto importante sia integrare la dieta con del calcio. Si può quindi somministrare dello yogurt che, a differenza del latte, ha un minor contenuto di lattosio. Ricco di calcio è anche l'osso di seppia. L'acqua dev'essere sempre pulita e fresca. A volte si può aggiungervi del succo di mela di cui i patauri sono ghiotti. Bisogna prestare attenzione che il cibo, introdotto nella gabbia nelle ore serali, non sia bagnato e sopratutto freddo.

Non è difficile far riprodurre questi animaletti ma è bene evitare che il loro numero cresca riducendo il loro spazio vitale (volendo il maschio potrebbe essere facilmente sterilizzato). Durante questo periodo la femmina necessita di un apporto maggiore di calcio.

Carenza di calcio: l'animale, non potendo soddisfare il suo fabbisogno di calcio attraverso l'alimentazione, lo estrae dalle sue ossa. Ciò provoca un rammollimento di quest'ultime con la conseguenza di facili fratture, collasso della colonna vertebrale e, infine, la morte dell'animale. Il petauro non riesce più a muoversi e, di solito, giace tremante sul fondo della gabbia. Nei casi più semplici basta imboccarlo con piccole quantità di yogurt altrimenti è necessario l'intervento del veterinario. Tutto questo comunque può essere evitato con una corretta alimentazione.

Fratture: possono essere dovute alla carenza di calcio. Sono gravi se esposte altrimenti tendono a guarire da sole.