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Importanza dell’acqua in un acquario

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Molto spesso l’acquariofilo alle prime armi tende a sottovalutare l’importanza che riveste l’acqua nel sistema acquario. La prima cosa che viene in mente di fare è utilizzare l’acqua del rubinetto di casa e come vedremo questa soluzione molto spesso non è la migliore.
Mediamente l’acqua degli acquedotti italiani si presenta come acqua piuttosto “dura”, ricca cioè di sali quali possono essere i carbonati (KH) o di Calcio e Magnesio (GH). In alcuni acquari come ad esempio quelli per Poecilidi o Ciclidi del lago Malati questo può rappresentare un vantaggio in quanto i pesci di questi biotopi vivono in natura in acque con queste caratteristiche. 
In caso però di acquari che vogliono rappresentare un biotopo di fiume amazzonico, dove l’acqua è molto tenera e acida, o altri allestimenti particolari ecco che l’acqua del rubinetto delle nostre case non si rivela più idonea. Inoltre, un altro motivo che può essere controproducente nell’utilizzo dell’acqua di acquedotto è la presenza di Fosfati o Silicati, sostanze che favoriscono la crescita di antiestetiche alghe.

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Quali sono dunque le alternative? Il metodo più diffuso per ottenere un’acqua adeguata alle esigenze del nostro acquario è l’osmosi inversa. Quest’acqua viene prodotta tramite un impianto che tramite apposite membrane elimina le sostanze che possono essere nocive (Nitrati) e rende l’acqua tenera depurandola dei carbonati e del duo Calcio/Magnesio oltre che di molte altre sostanze indesiderate. Avremo quindi un’acqua con KH (durezza carbonatica) a 0 e GH (definita a volte durezza totale, ma è una definizione inesatta) anch’essa a 0. L’acqua così prodotta non potrà essere utilizzata pura ma dovrà essere corretta con appositi sali in vendita nei negozi d’acquari oppure tagliata con acqua di rubinetto fino a raggiungere i valori voluti, la scelta migliore si rivela comunque quella dei sali. L’acqua prodotta per osmosi inversa si può acquistare presso i negozi di acquari oppure si può produrla in casa tramite appositi impianti hobbystici in vendita a partire da circa 100 euro. 
Un altro metodo per produrre acqua con durezza 0 è quello di utilizzare apparecchi con resine a scambio ionico, anche se il processo risulta più complicato dell’osmosi inversa e non e’ da consigliare a meno che non si abbia già in casa o sul posto di lavoro un impianto simile (attenzione però, le resine industriali non sono adatte!)
Rimangono infine altri due metodi per procurarsi acqua idonea per gli acquari e , molto spesso, le domande che vengono poste dai principianti riguardano appunto questi: l’acqua distillata e l’acqua minerale. Bisogna innanzitutto precisare una cosa molto importante, l’acqua distillata in vendita nei supermercati per batterie e ferri da stiro, non deve essere assolutamente utilizzata in quanto viene prodotta utilizzando impianti a scambio ionico. Direte voi: ma lo scambio ionico non era considerato idoneo? Certamente ma dovete sapere che per la rigenerazione delle resine si utilizzano acidi e che per la tipologia di utilizzo dell’acqua in questione, batterie e ferri da stiro, non necessitano di un risciacquo accuratissimo, questo comporta che in tale acqua possa esserci la presenza di residui d’acido che avvelenerebbero il vostro acquario portando alla morte gli abitanti. La soluzione migliore in questi casi è l’acqua bidistillata in vendita nelle farmacie, il problema è che il costo di quest’ultima non è in genere conveniente. Anche per quanto riguarda l’acqua minerale il prezzo è uno degli elementi che scoraggiano il suo utilizzo, inoltre sono poche le acque che si possono considerare idonee, e per saperlo dovrete giocare al piccolo chimico con i valori riportati sulle etichette. Concludendo direi che l’acqua in assoluto più indicata per i nostri acquari è quella prodotta per osmosi inversa, si trova praticamente in tutti i negozi di acquari, si può, nel caso ne serva molta, produrre da soli tramite un impiantino poco ingombrante e ci aiuta contro la proliferazione di alghe, basta aggiungere un pizzico degli appositi sali e otterremo un’acqua che potrà essere praticamente identica a quella del luogo di provenienza dei nostri pesci.
Ah, visto che parliamo di acqua, ricordatevi sempre di cambiarla almeno una volta ogni 15 giorni in percentuali tra il 15% e il 30%.

Sergio Bassetti