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L’ACQUARIO MARINO TROPICALE

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Il reef, uno degli ambienti naturali più complessi esistenti, può essere riprodotto in miniatura in un acquario marino tropicale. L’obiettivo è ambizioso e richiede già una certa esperienza acquariologica; tuttavia oggi, grazie alle informazioni e alle esperienze accumulate negli ultimi decenni da ricercatori e semplici appassionati di tutto il mondo e alla moderna tecnologia, non è più una sfida impossibile allestire un acquario di barriera corallina.
L’allestimento di un ambiente di barriera esige un fattore importantissimo: il tempo. Non bisogna quindi avere fretta poiché realizzare un ecosistema complesso ed equilibrato può richiedere anche un anno. La vasca deve essere lasciata maturare per almeno tre mesi prima di poter introdurre i primi invertebrati. Nei mesi successivi va popolata sempre in modo graduale e tenendo sotto controllo i valori dell'acqua.

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Un acquario di comunità crea naturalmente meno problemi ed è consigliato per chi si avvicina per la prima volta all’ambiente marino.Un acquario marino deve avere una vasca abbastanza grande poiché più è grande e più risulta stabile la composizione chimica dell’acqua. La temperatura dell’acqua deve essere mantenuta tra i 24° e i 26° C, il pH tra 8.1 e 8.3, quindi un ambiente leggermente alcalino; il fondo va allestito con sabbia corallina e qualche roccia viva. Se non ci sono invertebrati, l’illuminazione deve essere mediamente forte: per una vasca di 80 x 50 x 50 centimetri e di circa 200 litri d’acqua di capacità occorrono un tubo fluorescente a luce bianca solare e uno a luce blu attinica. E’ indispensabile un riscaldatore da 200 Watt. Una calza con carbone attivo va aggiunta sullo strato superiore al filtro biologico e meccanico con cannolicchi, spugne o lana di perlon una volta al mese per una settimana. Infine, una piccola pompa è utile per creare movimento all’interno della vasca. I cambi d’acqua devono essere costanti ed è bene prestare molta attenzione alla preparazione dell’acqua che va sempre lasciata riposare per un paio di giorni. Se usate acqua del rubinetto aggiungete sempre un biocondizionatore. La densità deve essere di 1024/1025 (*).

Prima di scegliere i pesci da mettere in vasca è meglio documentarsi sulla compatibilità tra gli ospiti, le misure che raggiungono e le difficoltà di allevamento. Per chi è alla prima esperienza con il marino tropicale, i pesci pagliaccio (Amphiprion sp.) sono gli ospiti consigliati, meglio ancora se d’allevamento. Altri pesci piuttosto “facili” sono gli Zebrasoma flavescens di colore giallo oro. Si può tranquillamente aggiungere anche un gruppetto di castagnole verdi Chromis viridis o di Anthias. I Paguri del genere Calcinus sono ottimi mangiatori di alghe; la Salarias fasciatus è una bavosa di facile allevamento che si muove sul fondo.

(*) Relazione salinità-densità: salinita’ 35 ‰ (per mille) significa che in 1000 grammi d’acqua sono presenti 35 grammi di sale. Non e’ facile misurare la salinità per cui generalmente si utilizza una misura ad essa correlata, la densità, valutata tramite il metodo della galleggiabilità dei corpi immersi in un liquido e quantificata con un densimetro. 
Il densimetro è uno strumento a forma di termometro con la parte superiore sottilissima sulla quale è possibile leggere numeri 1000, 1020, 1030 ecc. corrispondenti alle diverse densità.Ogni densimetro viene tarato a una certa temperatura a cui dovrebbero essere sempre effettuate tutte le misurazioni. Ciò è indispensabile poiché la densità varia al variare della temperatura mentre la quantità di sali disciolti no. Esistono densimetri tarati a 18°C per l’ambiente mediterraneo; quelli per il marino tropicale sono invece tarati a 30°C. 
Esiste un’apposita tabella di correzione utile per conosce l’esatta quantità di sali disciolti in un acquario di diversa temperatura. In corrispondenza del valore di densità misurato dallo strumento e della temperatura reale a cui è stata effettuata la misurazione si potrà leggere direttamente il valore reale della salinità.